Definizione della ’Patafisica (da Gesta e Opinioni del dottor Faustroll, patafisico)

Copertina di Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico

Copertina di Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico, Adelphi

Un epifenomeno è ciò che si aggiunge ad un fenomeno.

La patafisica, la cui etimologia deve scriversi ἔπι (μετὰ τὰ φυσικά) e l’ortografia reale ‘patafisica, preceduta da un apostrofo, per evitare un facile gioco di parole, è la scienza di ciò che si aggiunge alla metafisica, sia in essa, sia fuori di essa, estendendosi così ampiamente al di là di questa quanto questa al di là della fisica. Es.: l’epifenomeno essendo spesso l’accidente, la patafisica sarà soprattutto la scienza del particolare, per quanto si dica che non vi è scienza se non del generale. Studierà le leggi che reggono le eccezioni e spiegherà l’universo supplementare a questo; o meno ambiziosamente descriverà un universo che si può vedere e che forse si deve vedere al posto del tradizionale, poichè anche le leggi dell’universo tradizionale che si è creduto di scoprire sono correlazioni di eccezioni, per quanto più frequenti, in ogni caso fatti accidentali che, riducendosi a eccezioni poco eccezionali, non hanno nemmeno l’attrattiva della singolarità.

DEFINIZIONE. – La patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità. 

La scienza attuale si fonda sul principio dell’induzione: la parte degli uomini ha visto il più delle volte un dato fenomeno precedere o seguire un altro, e ne conclude che sarà sempre così. Innanzi tutto questo non è esatto che il più delle volte, dipende da un punto di vista, ed è codificato secondo la comodità, e poi! Invece di enunciare la legge della caduta dei corpi verso un centro, perché non si preferisce la legge dell’ascensione dal vuoto verso una periferia, essendo il vuoto preso quale unità di non-densità, ipotesi molto meno arbitraria che la scelta dell’unità concreta di densità positiva acqua?
Perché questo stesso corpo è un postulato e un punto di vista dei sensi della folla, e, affinché se non proprio la sua natura almeno le sue qualità non cambino troppo, è necessario postulare che la statura degli uomini resterà sempre sensibilmente costante e reciprocamente uguale. Il consenso universale è di per se stesso un pregiudizio miracoloso e incomprensibile. Perché ognuno afferma che la forma di un orologio è rotonda, il che è manifestamente falso, dato che di profilo si vede una figura rettangolare stretta, per tre quarti ellittica, e perché diavolo si è notata la sua forma solo nel momento in cui si guarda l’ora? Forse con il pretesto dell’utilità. Ma lo stesso bambino che disegna l’orologio rotondo, disegna anche la casa quadrata, secondo la facciata, ed evidentemente senza alcuna ragione; perché è raro, se non in campagna, che egli veda un edificio isolato, e in una strada anche le facciate appaiono come trapezi molto obliqui.
Occorre dunque necessariamente ammettere che il volgo (contando i bambini e le donne) è troppo grossolano per capire le figure ellittiche, e che i suoi membri si accordano nel consenso detto universale perché non percepiscono che le curve con un solo fuoco, essendo più facile coincidere in un punto che in due. Comunicano e si equilibrano mediante il bordo dei loro ventri, tangenzialmente. Ora, persino il volgo ha imparato che l’universo vero è fatto di ellissi, e i borghesi stessi conservano il loro vino in botti e non in cilindri. Per non allontanarci con digressioni dal nostro esempio abituale dell’acqua, meditiamo al proposito ciò che con questa frase l’anima del volgo irriverentemente dice degli adepti della scienza patafisica:

Tratto da: Alfred Jarry, Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico, Edizioni Adelphi, Milano, 1984, pp. 31-33
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  1. […] Jarry interessandosi alla menzogna rivela di interessarsi alla “verità”. Quando dice che la ’Patafisica è aldilà della metafisica come la metafisica è aldilà della fisica, intacca Aristotele. Dice che è la fine della metafisica, cade l’idea di un dio, non c’è più […]

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