Ubu nell’arte e nel tempo (Simone Zanin)

Cercando nelle pieghe del tempo che separa la nascita del più noto personaggio jarryano dai giorni nostri, ci si accorge di quanti artisti si siano fatti affascinare da questa figura così peculiare e carica di significati poliedrici, nel suo secolo e più di vita. Non solo, l’aspetto forse più interessante è il percorso che ciascun artista che ha incontrato sulla propria strada e si è confrontato con il nostro Ubu, ha fatto proprio, esaltando e restituendo alla storia un nuovo capitolo, che racchiude in sé la propria interpretazione attualizzata.

Ma facciamo un po’ d’ordine.

Sui banchi di scuola del liceo di Rennes, un quindicenne Alfred Jarry, in compagnia dei fratelli Charles e Henri Morin, osservavano il goffo professor Félix Hébert, rinominato padre Hébert, loro insegnante di fisica e ne immaginavano le gesta per quello che sarebbe diventato il primo embrione di rappresentazione teatrale di marionette che prese il titolo de “I polacchi”. Siamo a cavallo degli anni 1889 -1890 e Jarry ancora non immaginava che si stava affacciando all’orizzonte il primo episodio del ciclo ubuesco che avrebbe attraversato il tempo. Infatti è nel 1896 che, prima nella rivista “Le livre d’Art” e successivamente al Théâtre de l’Œuvre di Parigi, il 10 dicembre di quell’anno, Ubu Roi fa la sua rumorosa entrata in scena, quale usurpatore del trono di Polonia, insieme alla sua consorte Madre Ubu.

Ubu Roi

Véritable portrait de Monsieur Ubu, Alfred Jarry, incisione su legno, 74x113mm, 1896

E il primo che ne disegna le fattezze consegnando alla storia dell’arte la sua rappresentazione visiva è lo stesso Jarry. Evidente è l’ispirazione alla carica satirica di Rabelais e i riferimenti al Macbeth di Shakespeare, questi ultimi resi ancora più espliciti dal gioco di parole contenuto nell’epigrafe in cui si cita Shakes-pear, alludendo alla forma a pera del personaggio jarryano. La commedia desta scandalo, ma aajnticipa con sorprendente lungimiranza surrealismo, dada e teatro dell’assurdo.


Pierre Bonnard Almanach

Illustrazione di Pierre Bonnard in Almanach illustré du Père Ubu del 1901

Satirico, grottesco, emblema dei più bassi istinti umani, ma anche feroce simbolo del potere ottuso e arrogante, in una complessa costruzione del personaggio che Jarry va via via elaborando attraverso le pièces del ciclo di Ubu (oltre al citato Ubu re, Ubu cornuto, Ubu incatenato, Ubu sulla collina), Ubu ha propagato nel tempo e nello spazio i propri messaggi, affascinando, come si diceva, molti artisti del novecento e oltre, a partire da Pierre Bonnard che disegna le scenografie dell’Ubu re e illustra i due Almanach du Père Ubu il primo del 1899 e il secondo del 1901.

Georges Rouault Ubu

Le père Ubu, Georges Rouault, 1919

Successivamente, dopo circa un ventennio di silenzio, è il turno del fauves Georges Rouault che, quasi dal nulla, dipinge nel 1919 Le père Ubu. Ma è forse nell’ambito del surrealismo che la figura immaginaria, eppure intimamente simbolica di Ubu, riscuote maggiore interesse.


Max Ernst Ubu

Ubu imperator, Max Ernst, 1923

Joan Mirò Ubu

Ubu roi,Joan Mirò,1966

Max Ernst lo disegna più volte all’inizio degli anni ‘20 (il suo più famoso è l’Ubu Imperator del 1923, emblema del potere arroccato su sé stesso) e Joan Mirò, Satrapo del Collège de ’Pataphysique, ne esalta la rappresentazione infantile in numerose opere (tra le tante Ubu Roi, 1966).


Pablo Picasso Ubu

Ubu, Pablo Picasso, 1937

Tra i numerosi Ubu inseriti nella brochure-programma che accompagnava la prima rappresentazione dell’Ubu incatenato messo in scena da Sylvain Itkine nel 1937 (scenografie di Max Ernst) spicca il ritratto che ne fecero Pablo Picasso, Yves Tanguy e René Magritte. Picasso nello stesso periodo realizzava, Sogni e bugie di Franco, pungente critica satirica del potere incarnato dal dittatore spagnolo.

In ordine cronologico segnalo Roberto Matta, Pierre Alechinsky, Jean Martin Bontoux, Aline Gagnaire, Henri Meyer consapevole di tralasciare tantissimi autori.


Enrico Baj Ubu

Storie di Ubu: l’Annunciatore, Enrico Baj, 1985

In Italia, Ubu trova un’artista che maggiormente ne ha indagato i significati e la valenza simbolica, attraverso soprattutto la sua innegabile carica metonimica che procede “dal generale al particolare”. Quell’Enrico Baj che nei suoi grotteschi e feroci generali o nelle sue rappresentazioni più giocose e fanciullesche (come ad esempio la scultura Il saluto di Ubu), ha commentato, con arguzia e ironia, la società italiana del secondo novecento.


Mario Persico Ubu

Ubu, Mario Persico, 2009

Rimanendo alla realtà italiana non si possono non citare i guazzi sarcastici di Mario Persico, il pittore napoletano con il quale Baj firmò nel ‘55 il Manifesto dell’arte nucleare, e l’interessante illustrazione che Marco Baj ha fatto dell’Ubu furioso di Sandro Montalto edito dal Collage de ’Pataphysique nel 2011.


San Benedetto Palazzina Azzurra Ubu

Dall’alto a sinistra, opere in mostra alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto: Carlo Battisti, Mario Decarolis, Fabienne Guerens, Capitaine Lonchamps, Tania Lorandi, Gian Ruggero Manzoni, Ezia Mitolo, Mauro Rea, André Stas.

E infine, arrivando ai giorni nostri in un ideale viaggio nel tempo, per capire l’attualità di Ubu, qualora ce ne fosse ancora bisogno, San Benedetto del Tronto ha ospitato nel 2012 un’esposizione internazionale che ha coinvolto undici artisti, undici scrittori, un poeta ed un critico d’arte per allestire una sinfonia polifonica attorno al personaggio jarryano in Ubu sotto tutti gli aspetti – lato & figurato, mostra tra l’altro documentata da una bella pubblicazione sempre edita dal Collage de ’Pataphysique.


È ben chiaro che, tuttavia, risulti impossibile fare una lista esauriente di tutti gli artisti che hanno rappresentato il personaggio di Jarry, alcuni con brevi cenni, altri dedicandoci molta della propria opera, ma resta innegabile il fascino e la potenza simbolica che quello strano personaggio, nato dai tratti goffi di un professore di fisica francese e passato attraverso l’immaginazione di Jarry, ha portato e continua a portare fuori dal tempo, perché in fondo simbolo di tutti gli uomini in tutte le epoche.

Simone Zanin

Addentrati in un libro patafisico di ‘Patafisica che parla di Ubu.

– CLICCA sulla copertina per saperne di più

Ubu sotto tutti gli aspetti

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